Cagliari, 3 Apr 2025 - Proseguono le audizioni in IV commissione (Governo del territorio) sul disegno di legge 83 “Riordino e coordinamento della normativa edilizia e urbanistica regionale con le disposizioni urgenti in materia di semplificazione urbanistica ed edilizia di cui al decreto legge 29 maggio 2024, n. 69, convertito, con modificazioni, in legge 24 luglio 2024, n. 105”, che reperisce la legge “salvacasa”. Nella seduta della mattina il Parlamentino ha ascoltato le valutazioni e le proposte dei rappresentanti degli Ordini degli ingegneri, dei geometri e degli architetti, ma anche di Legambiente, Italia Nostra Sardegna, Anci Sardegna e Asel Sardegna.
Le osservazioni della rete delle professioni tecniche della Sardegna si sono soffermate in particolare sull’articolo 2, l’articolo 5, l’articolo 11, il 13, il 17 e il 27. Tra le numerose osservazioni si sono soffermati sull’articolo 2 bis, in cui hanno chiesto, tra l’altro, di eliminare i limiti della sagoma a terra. Sull’articolo 27 hanno evidenziato “che sussistono, attualmente, interpretazioni differenti della materia e in particolare sulla prevalenza delle disposizioni del PPR sulla normativa regionale, per cui, tenendo conto della complessità della materia e della coesistenza delle diverse interpretazioni in merito alla portata e agli effetti della normativa regionale rispetto al PPR, si ritiene corretto un intervento normativo chiarificatore, che alla luce delle pronunce della Corte Costituzionale e in conformità alle specificità statutarie della Regione Sardegna, definisca in modo univoco l'approccio interpretativo da adottare, al fine di garantire una coerente applicazione delle norme da parte dei soggetti istituzionali e professionali coinvolti”. I tecnici hanno poi evidenziato sull’articolo 13 e sul cambio di destinazione urbanistica, che sarebbe auspicabile eliminare o modificare l'ultimo periodo del comma 3, “in quanto vincola il cambio di destinazione d'uso (variante non sostanziale) all'assenso di tutti i proprietari del lotto urbanistico e ad approvazione in consiglio comunale di fatto sottoponendo l'approvazione a tempi non congrui e vanificando l'agevolazione proposta dal legislatore nazionale. Sull’articolo 11 hanno proposto di riportare il termine previsto, in materia di agibilità, per la presentazione della segnalazione da 15 a 30 giorni dalla fine dei lavori. Tra le altre richieste quella di rendere la norma chiara ed evitare interpretazioni normative.
I rappresentanti di Legambiente e Italia Nostra Sardegna hanno chiesto che venga inserito il riferimento al piano paesaggistico regionale e che manca il coinvolgimento delle soprintendenze. La rappresentante di Italia Nostra ha chiesto inoltre l’eliminazione dell’articolo 26. Da parte di Legambiente c’è stata la richiesta di porre attenzione alla tutela del consumo di suolo, prediligere l’utilizzo delle volumetrie esistenti, stimolare interventi a favore dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, favorire il verde urbano e non abbassare i parametri rendendo la qualità abitativa scarsa, perché andrebbe a colpire le fasce più deboli della società.
La Presidente dell’Anci ha ricordato che il 27 marzo scorso la conferenza unificata Stato-Regioni ha approvato la revisione della modulistica che completa l'attuazione e le modifiche in materia di edilizia introdotte dal decreto “salva casa”, che dovrà essere utilizzata dai tecnici dei Comuni. Anche Anci ha chiesto una normativa chiara che non richieda interpretazioni e che sia adeguata ai tempi di oggi. La presidente ha comunque auspicato una riflessione su che tipo di iniziative si vogliano portare avanti per risolvere il problema casa e l’abitare in Sardegna. Favorevole al disegno di legge anche il presidente dell’Asel Sardegna, che ha auspicato una rapida approvazione. Com
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